Chi decide di affittare la propria casa può voler lasciare la residenza proprio nell’immobile messo in locazione. Ma può farlo? A dare una risposta a questa domanda è l’Associazione dei geometri fiscalisti (Agefis).

La domanda che è stata posta è la seguente: “Avendo la disponibilità di una unità immobiliare ad uso residenziale nella quale ho anche la residenza anagrafica potrei affittarla mantenendovi la mia residenza?”.

L’Agefis ha così risposto: “In linea di principio nulla vieta di mantenere la residenza anagrafica in un luogo distinto da quello abitualmente utilizzato come domicilio. Tuttavia è opportuno segnalare quanto viene indicato dall’articolo 43, secondo comma, del Codice civile secondo cui ‘la residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale’.

Sul tema, la giurisprudenza ha poi provveduto a puntualizzare che ‘la residenza di una persona, secondo la previsione dell’articolo 43 del Codice civile, è determinata dall’abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, che si caratterizza per l’elemento oggettivo della permanenza e per l’elemento soggettivo dell’intenzione di abitarvi stabilmente’ (Cassazione, 1º dicembre 2011, n. 25726).

Da quanto appena accennato quindi, anche se nulla vieta il contrario, sarebbe opportuno che il contribuente, una volta locato l’immobile di sua proprietà, trasferisse la sua residenza anagrafica tanto più che in materia di imposte, Imu e Tasi ad esempio, al fine di ottenere l’esenzione dell’immobile residenza principale, occorre la coincidenza di residenza anagrafica ed effettivo domicilio”.

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