Il prezzo delle locazioni in Italia è rimasto stabile a una media di 8,4 euro al mese nel corso del 2016, segnando una contrazione modesta nell’ordine dello 0,3%. Nell’ultimo trimestre dell’anno il decremento è stato del 3,1% rispetto al trimestre precedente. In un quadro piatto a livello generale il mercato si muove tra due opposte tendenze con una prevalenza di centri in terreno negativo e differenze significative fra città e città.

I grandi centri rispecchiano appieno questo andamento disomogeneo con prezzi che hanno cominciato a salire in maniera significativa a Firenze (9,1%), Bologna (4%) e Milano (3,3%); Roma è pressocchè stabile con un più 0,8%; all’insegna dei ribassi gli altri grandi centri, a incominciare dalle drastiche riduzioni di Venezia (-16,2%) e Genova (8,5%), ai cali più conenuti di Napoli (-2,7%).

Regioni

Sette regioni hanno registrato variazioni positive nel corso degli ultimi dodici mesi. L’incremento maggiore spetta alla Basilicata (8%), seguita da Umbria (5,8%) e Molise (3%).
Tra le macroaree in terreno positivo nel 2016, si segnala anche la performance del Lazio (2,7%). All’opposto la Campania (-10,2%) è la regione che soffre di più con un vero e proprio crollo dei rendimenti. Alle sue spalle ribassi sensibili per Valle d’Aosta (-8,1%), Liguria (-6,1%), Piemonte (5,6%) e Sardegna (5,5%).

Sul fronte dei prezzi il Lazio porta i canoni di locazione a 11,5 euro/m², seguito da Lombardia (10,6 euro/ euro/m²) e Toscana (9,4 euro/m²). I valori più bassi della Penisola spettano al Molise (4,7 euro/m²), la Calabria (4,8 euro/m²) e Basilicata (5,7 euro/m²).

Province

La Provincia va a due velocità: tra le aree che è stato possibile monitorare (76 su 110) 33 sono quelle in positivo, contro 43 in terreno negativo nel corso del 2016.
Oscillazioni piuttosto ampie caratterizzano ancora questi mercati, con i recuperi maggiori in provincia di Crotone (-9,6%), Piacenza (8,4%) e Trapani (7,6%) e cali addirittura a due cifre a Genova (-15%), Reggio Emilia (13,5%), Cremona (-12,4%) e altre 3 province tra cui quella di Napoli (-11%).

Milano (14,5 euro/m²) continua a guidare il ranking provinciale dei prezzi, precedendo Roma (12,3 euro/m²) e Firenze (11,8 euro/m²). Guardando alla parte bassa della graduatoria, Reggio Calabria, con 4,3 euro al metro quadro occupa l’ultima posizione precedendo Caserta (4,4 euro/m²) e Agrigento (4,6 euro/m²).

Città capoluogo

Su 81 città capoluogo rilevate in questo indice, 31 hanno evidenziano l’incremento dei canoni di locazione negli ultimi dodici mesi.

I prezzi di affitto sono aumentati soprattutto nelle città del centro-nord , come i rimbalzi maggiori  a Perugia (9,7%), Firenze (9,1%) e Ascoli (8,2%).
All’opposto la performance peggiore su base annua spetta a Venezia (-16,2%), che precede Reggio Emilia (-11,5%) e Lecco (-12,9%).

Il mercato italiano degli affitti si muove a macchia di leopardo anche nelle grandi le città, dove alle contrazioni di Genova (-8,5%), Torino (-4,9%), Bari (-4,1%) e Napoli (-2,7%), si contrappongono gli aumenti di Roma (0,8%) Milano (3,3%), Bologna (4%) e della già menzionata Firenze.

In virtù degli ultimi incrementi Milano è la città più cara per chi cerca una casa in affitto, con una media di 16,6euro/m² mensili. Alle sue spalle prende quota Firenze 14,9%, che precede Roma Roma a 13,9 euro al metro quadro. In fondo alla classifica, Agrigento e Reggio Calabria con 4,5 euro al mese sono le zone dove l’affitto costa meno.

 

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