Al giorno d’oggi circa l’80% degli italiani è proprietario di casa, ma con un mercato del lavoro sempre più frammentato, con un tasso di disoccupazione giovanile pari al 37,9% e con le nuove generazioni che faticano a raggiungere l’autonomia economica (secondo uno studio della Fondazione Visentini, nel 2020 un 20enne impiegherà 18 anni per costruirsi una vita autonoma), il quadro sembra destinato a cambiare. Per far fronte alle difficoltà che si incontrano nell’acquistare una casa, sono nate nuove soluzioni per consentire di diventare proprietari di un immobile: si pensi ad esempio al leasing immobiliare, all’affitto con riscatto o al rent to buy. Ma ciò sembra non essere sufficiente. E la tassazione sul comparto non aiuta. La società sta cambiando e il settore immobiliare si deve adeguare.

“Il futuro dell’immobiliare è nell’affitto”

Il termine “affitto” sembra non essere più un tabù e anche nel nostro Paese si comincia a parlare di locazione come risorsa da prendere in considerazione e sfruttare per rilanciare il mattone, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare un’importante crisi.

Intervenendo lo scorso ottobre al convegno “Verso la casa taxi? La domanda abitativa dei giovani”, promosso da Sidief e Banca d’Italia, Aldo Mazzocco, presidente di Assoimmobiliare (ora con mandato in scadenza), ha affermato che “il futuro del settore immobiliare è sicuramente residenziale ed è sicuramente in affitto”.

Mazzocco ha sottolineato il fatto che la tendenza generale sta evolvendo, che “i giovani desiderano meno di un tempo l’acquisto di una casa, i matrimoni sono più fluidi, i cambi di lavoro molteplici nell’arco di periodi brevi, a questo si aggiunga la consapevolezza che in assenza di crescita economica si può vivere anche senza una casa”.

“Bisogna passare a un modello basato sull’affitto”

Più di recente, in occasione del Mipim di Cannes, il vicepresidente di Ance, Filippo Delle Piane, ha detto che per attirare piú investitori stranieri in Italia occorre “cambiare un modello basato sulla proprietà e su regole pensate negli anni Sessanta, quando eravamo un Paese in via di sviluppo, per passare a un modello basato sull’affitto, come in Germania e con regole adeguate al cambiamento del mercato”. Aggiungendo: “Oggi ci si rende conto che il più tradizionale dei beni rifugio è illiquido e le nuove generazioni puntano più sull’affitto che sulla proprietà”.

L’aiuto dei genitori è determinante

E se i Millennials, ossia i nati tra i primi Anni ‘80 e i primi Anni 2000, diventano proprietari di casa, spesso e volentieri è solamente grazie a mamma e papà. Recenti analisi del Gruppo Tecnocasa hanno rilevato che, tra chi appartiene alla fascia di età tra 18 e 34 anni, il 47,9% ha scelto immobili in affitto e il 52,1% lo ha comprato.

Ma, dalle interviste realizzate alle agenzie della rete del Gruppo Tecnocasa, spesso si scopre che, nell’acquisto della casa, questi giovani sono aiutati dai genitori, i quali – quando possibile – hanno comprato loro l’abitazione di proprietà o hanno contribuito in maniera importante. Se dunque c’è l’aiuto di mamma e papà, l’acquisto viene preso in considerazione, altrimenti si opta per la locazione.

Si esce più tardi di casa e si va in affitto

Secondo una ricerca condotta da Doxa per idealista, la generazione dei nati tra il 1980 e il 2000 si differenzia dalle precedenti proprio perché opta per l’affitto anziché per l’acquisto. Si esce più tardi di casa e si va in affitto, per motivi essenzialmente economici. La problematica economica è il fattore determinante per più della metà dei giovani intervistati (54%), che mette in cima ai criteri di scelta dell’abitazione proprio il prezzo di acquisto o il canone di affitto.

“Tra 10 anni il 30/35% degli attuali acquirenti si riverseranno sulla locazione”

Ma non finisce qui. Nel corso della presentazione del Rapporto sul mercato immobiliare della Fiaip, Mario Condò de Satriano, presidente del Centro Studi Fiaip, parlando di come è cambiata nel tempo la domanda di abitazioni e di quale potrebbe essere la situazione del settore tra dieci anni, ha posto l’accento proprio sulla locazione.

In particolare, ha spiegato che nei prossimi anni il mercato dovrà attrezzarsi a quelli che saranno i nuovi acquirenti: i Millennials o addirittura la generazione Zeta, nativi digitali che chiedono tutta una serie di performance alla casa. E con le nuove generazioni travolte dalla crisi, il futuro del mercato immobiliare sarà molto probabilmente incentrato sulla locazione e non più sulla compravendita.

E’ probabile che il 30/35% di quelli che sono oggi gli acquirenti andranno a riversarsi sulla locazione. Ciò non vuol dire che non si venderanno più case, ma diventerà particolarmente importante rendere sempre più vantaggioso l’investimento immobiliare, proprio per far fronte a quella che sarà una forte domanda di locazione.

Una sfida per gli investitori

E proprio il ruolo degli investitori immobiliari potrebbe diventare centrale in quella che sembra delinearsi come una nuova partita tutta da giocare.

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