Lo abbiamo detto tante volte, se c’è un effetto positivo della terribile crisi economica che abbiamo vissuto negli ultimi anni è che tutti noi abbiamo imparato a guardare con molta attenzione alle spese che sosteniamo. Il discorso è ancora più importante se parliamo dei costi che ciascuno di noi deve obbligatoriamente sostenere. Possiamo decidere di rinunciare ad un viaggio, ad un abito o ad una serata al ristorante, ma difficilmente possiamo scegliere di vivere senza corrente elettrica, non usare il gas o non pagare più il mutuo di casa. Un vecchio motto dice che la necessità aguzza l’ingegno e se alla necessità si affiancano anche la tecnologia e un sistema normativo più libero, ecco che i vantaggi possono essere molti e tangibili come dimostrato dall’indagine che l’istituto mUp Research ha condotto per il comparatore leader del settore in Italia, Facile.it, arrivato al suo quinto anno di attività. Ecco cosa è emerso.

Abbiamo risparmiato, e tanto

Il primo dato che appare dall’analisi è che, nel corso del 2015,ventiquattro milioni di italiani sono riusciti a ridurre le proprie spese e mantenere nel portafogli, mediamente, 625 euro. Ad aver risparmiato di più sono stati i giovani fino a 24 anni (57% del campione intervistato), i residenti nel Sud (50%) e i componenti di famiglie numerose (50%). L’analisi condotta per Facile.it ha diviso il risparmio in due macro aree; le spese obbligatorie e quellefacoltative o voluttuarie. Riguardo al primo gruppo, se circa nove milioni di individui hanno dichiarato di essere riusciti a risparmiare cambiando auto, sono moltissimi, oltre otto milioni, quelli che lo hanno fatto semplicemente razionalizzando i propri costi telefonici. Circa il secondo gruppo di spese, quelle non necessarie, ma comunque rientranti nel nostro vivere quotidiano, al primo posto dei tagli ci sono stati i pasti fuori casa (67% del campione), seguiti dall’abbigliamento e da viaggi e vacanze.

Il risparmio in casa

Come prevedibile, molta parte del risparmio ottenuto dalle famiglie italiane arriva dalle spese legate, a vario titolo, alla casa. Andando a scorrere i numeri emersi dall’indagine, si scopre che il 29% di chi nel 2015 è riuscito a risparmiare (vale a dire 6,8 milioni di individui), lo ha fatto cambiando fornitore di energia elettrica o gas. Altra voce di spesa casalinga su cui gli italiani hanno risparmiato è quella legata ai costi di telefonia fissa e ADSL; anche in questo caso sono veramente molti, più di sei milioni, i consumatori che hanno scelto di migrare verso un altro operatore risparmiando sulla bolletta. Sempre legati all’ambito dei consumi in qualche modo connessi con la casa sono quelli del cibo, non quello consumato in ristorante, ma quello che prepariamo ogni giorno fra le mura domestiche; per trovare offerte più vantaggiose, nel 2015 il 24% del campione intervistato ha scelto di cambiare supermercato.

Mutui, conti correnti e prodotti bancari

Fino a qui abbiamo parlato di voci di spesa sulle quali il consumatore agisce autonomamente e senza dover avere il placetdel fornitore per migrare verso un suo concorrente. Questo discorso, chiaramente, non è valido per molti prodotti bancari, a partire daimutui; eppure anche nel caso dei finanziamenti per l’acquisto della casa o altri servizi offerti dagli istituti di credito, nel 2015 molti italiani sono riusciti a risparmiare. Considerando le sole surroghe, chiaramente facilitate, va detto, dalla favorevolissima situazione dei tassi di interesse vissuta negli ultimi dodici mesi, dall’indagine condotta da mUp Research per Facile.it emerge che nello scorso hanno ottenuto un vantaggio economico migrando verso un altra banca o un altro genere di mutuo ben 570 mila mutuatari. A questi vanno aggiunti gli oltre tre milioni di titolari di conti correnti o di deposito che, scegliendo un altro prodotto, sono riusciti a risparmiare. L’analisi ha considerato non solo il 2015, ma visto che è stata realizzata in occasione del quinto compleanno di Facile.it, anche il modo di risparmiare un lustro fa. Confrontando i dati recenti con quelli del 2011 emerge chiaramente come i consumatori italiani si siano fatti furbi e abbiano ripreso le redini del proprio budget familiare. Citando il solo caso delle bollette energetiche, ad esempio, cinque anni fa riuscivano a risparmiare su questa voce il 19% degli intervistati, oggi lo fanno il 29%. Ultimo, ma non meno importante, uno sguardo a quale sia il canale che ha aiutato a risparmiare, per il 57% del campione il web (siti di comparazione o offerte), per il 44% volantini e offerte nei punti vendita, per il 27% il consiglio di amici e parenti. Se siete curiosi e volete scoprire tutti i dati dell’indagine a questo link troverete un a bella infografica riassuntiva.

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