La Tassa sui rifiuti (Tari), secondo quanto previsto dalla normativa, deve essere pagata dai proprietari di locali o aree scoperte adibiti a qualsiasi utilizzo, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Ma esistono delle eccezioni.

La Tari è una tassa basata sulla possibilità di produrre rifiuti, una sua parte è però legata a quelli effettivamente prodotti. Secondo la normativa vigente, sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare l’utente può usufruire di riduzioni ed esenzioni: ad esempio nel caso in cui l’immobile è abitato solamente in un determinato periodo dell’anno o è indisponibile a causa di una ristrutturazione. Ad essere esclusi totalmente dalla Tari sono quegli edifici, quelle aree e quelle case che non sono in alcun modo utilizzabili.

Che la casa sia disabitata non è motivo sufficiente per non pagare la Tari, la sua inagibilità deve essere stata appurata. Sono esentate le case prive di collegamento alla rete elettrica, idrica e fognaria e quelle inagibili o inabitabili. Un immobile disabitato, per tutto l’anno o anche per una sola parte, è invece tassabile.

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Casa disabitata? Ecco quando la tassa sui rifiuti non deve essere pagata (quifinanza)

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