Vi siete innamorati di una casa ma vi rendete conto che non sarà possibile tenerla così com’é? Dovete adattarla alle vostre necessità funzionali, ma avete paura di rovinarla? Non c’è da preoccuparsi: nonostante la ristrutturazione si può intervenire senza perdere il carattere dello spazio, identificando con attenzione cosa lo definisce in modo sostanziale e intervenendo solo togliendo il superfluo.

Gli elementi essenziali di solito sono pochi e possono essere valorizzati con uno studio attento e con la rimozione di quelli (strutturali e non) in eccesso. Vediamo insieme qualche caso tipico.

1. L’impianto originale

La tendenza contemporanea è quella di aprire gli spazi il più possibile e in generale questo porta un vantaggio all’appartamento, soprattutto in relazione alla luce che li rende apparentemente più grandi. Non è detto però che questo tipo d’intervento sia sempre ottimale: molti appartamenti infatti racchiudono il loro fascino proprio in questo aspetto. Le camere grandi, a cui non siamo più abituati, e i corridoi lunghi che scandiscono la sequenza degli ambienti, possono essere aspetti davvero fondamentali, senza i quali l’abitazione verrebbe totalmente snaturata.

2. Il pavimento

Lo stesso vale per i pavimenti che sono spesso ritenuti come un valore aggiunto. La prima cosa da verificare è che valga davvero la pena preservarlo. Se ritenete che sia indispensabile perché quell’ambiente non avrebbe più lo stesso carattere senza quel rivestimento, cercate di evitare di far passare i nuovi impianti a pavimento. Per la mia esperienza questo è abbastanza semplice quando riguarda l’impianto elettrico, che si può spostare anche lungo le pareti; forse un po’ più complesso per quello idrico, soprattutto se gli spostamenti superano il metro e mezzo.

3. I soffitti

Se i soffitti hanno decori di pregio o modanature a stucco, vale la pena lasciarli a vista; mantenendo le altezze che danno all’ambiente una maggiore sontuosità. Questo comporta, però, che le stanze non saranno separabili diversamente, quantomeno con pareti divisorie a tutt’altezza. Al massimo si potranno unire due camere vicine per creare un ambiente più grande (previa la verifica di uno strutturista) o sostituire una parete in forati con una in vetro. Al contrario nei locali più piccoli come bagni e cucine, difficilmente incontrerete un soffitto di pregio. Potrete quindi agire più liberamente inserendo un controsoffitto per ribassare l’ambiente e riequilibrare le proporzioni tra superficie calpestabile ed altezza.

4. I serramenti

Porte e finestre sono spesso indicative dell’epoca di costruzione di un edificio perché ne racchiudono lo stile e la tecnologia. Ci sono tante porte belle: quelle in stile Liberty, quelle industriali, quelle a tutt’altezza degli anni Settanta. Nel caso voleste salvaguardarne qualcuna è possibile smontarla e portarla in laboratorio, sistemarla ricreando vetri e cornici, o verniciarla sul posto per dargli un aspetto più nuovo. Lo stesso vale per le finestre che spesso sono dotate di meccanismi di apertura curiosi, telai fermavetro raffinati o vetri colorati inimitabili. In questo caso vale la pena non cambiarli, nella consapevolezza che come rovescio della medaglia non avrete mai la tenuta termica di un serramento nuovo.

5. Le nicchie

Questi elementi sono davvero molto diffusi negli edifici più vecchi e, a mio parere, rappresentano sempre un’occasione. I modi per valorizzarli sono svariati: armadi a scomparsa, mensole per piccole librerie, piccole teche espositive per un pezzo imperdibile del vostro arredamento. Molte volte si può colorare la parete interna o piastrellarla; altre volte è opportuno incorniciarle come se fossero un quadro tridimensionale. Potete intervenire così anche quando decidete di non usare più una porta o di demolire un pezzo di muro. L’unica complicazione in quest’ultimo caso potrebbe essere come gestire il cambio di pavimentazione, ma basta giocare sul contrasto dei materiali e la difficoltà si risolve facilmente.

6) IL camino

Se avete scelto una casa anche perché avete sempre sognato ilcamino, cercate di valorizzare il più possibile questo elemento in modo da renderlo protagonista della stanza in cui si trova. Non tutte le cornici però risultano adatte all’abitare contemporaneo: una modalità di intervento potrebbe consistere nel cercare di sdrammatizzarle. Come in questa foto, dove la pesantezza della cornice scura e molto decorata è compensata da un pavimento chiaro, con un interessante disegno geometrico.

7. Gli elementi decorativi tipici

Se quello che vi ha davvero colpito della vostra nuova casa è un elemento decorativo ricorrente che si può ritrovare in più ambienti il mio consiglio è di valorizzarlo al massimo, facendolo spiccare rispetto al contesto. A mio parere, vale sempre la regola del contrasto, perché cercare di andare “in stile” rischierebbe di dare al tutto un aspetto posticcio, anacronistico e poco credibile. È il caso dei fregi sopra le porte, dei termosifoni in ghisa, delle pareti decorate con carte da parati vecchie, o colori antichi. Se vi doveste trovare in una situazione simile cercate di rendere l’ambiente essenziale, con un unico primo attore: l’elemento che vi piace di più.

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